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SICILIA TERRA MIA

uno spazio dedicato a chi ama la poesia. Tutte le immagini sono state prelevate in rete ed apparentemente di pubblico dominio. Chi riconosce un'immagine di sua proprietà non esiti a contattarmi per rimuoverla
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SICILIA TERRA MIA

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Ho due grandi amori la poesia dialettale e la pipa. Ho pubblicato due libri, partecipato a molti concorsi letterari e il mio studio è pieno di coppe, targhe e riconoscimenti vari.
La pipa è una passione che coltivo da quarant'anni e ho una collezione di oltre cento pipe.
Inoltre sono un volontario che svolge l'attività di clown in corsia negli ospedali dei bambini.

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  La me vita fu comu na cannila

di quannu s'addumò

sculau chiantu pi tuttu lu tempu

e s'astutò

cu l'urtima lacrima.

-----

TRADUZIONE:

La mia vita fu come una candela  

da quando si accese

colò pianto per tutto il tempo

e si spense

con l'ultima lacrima 

 

 questo è ciò che ho sempre desiderato venisse scritto

sulla mia ultima dimora, spero che qualcuno se ne ricordi


 

 

 

 

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Supermammawrote:
Ciao, già il titolo del tuo blog non può che attirare la mia attenzione.
Buona domenica, Supermamma
2 hours ago
Miki L.wrote:
CIAO TRA POCO VADO AL MARE
CON LA MAMY
UN BACIONE GRANDE
MIKI
Aug. 5
Rosaspina .wrote:
Ti lascio un bacio
 e
tante farfalle in un... soffio....
Buona settimana
Rosaspina
Mar. 30

 

 

grazie per la tua presenza....

ti lascio il link dello space  di scricciolo

è aggiornato con le ultime notizie

adesso è in Florida....e lì potrai lggere tutto

un abbraccio

Ciao Ermanno

 

Mar. 17
Nullawrote:

 

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Non so se la vita é corta o lunga di più per noi
Ma so che niente di ciò che viviamo fa sentire,

se non tocchiamo il cuore delle persone
Molte volte basta essere:

Il collo che accoglie,

le braccia che avvolgono,

la parola che consola, il silenzio che rispetta,

l 'allegria che contagia, le lacrime che scorrono, il desiderio che sazia, 

 l´amore che promuove.

E questo non è cosa di un altro mondo,

 è tutto che fa sentire alla vita, e fa che con lei non sia nè corta,

nè lunga di più, ma che sia intensa, vera e pura, per quanto possa durare

(Cora coralina)

 

Buona giornata a te, amico mio. Spero che stia tutto bene con te.

Bacioni...Aninha 

 

Mar. 6
Rosaspina .wrote:
Image and video hosting by TinyPic
 
Quante finestre si possono aprire nello spazio!
non  necessariamente eclatatnti.
Dolce notte
Lidia
Mar. 4

mare_buonanotte.jpg Buonanotte image by Anghelu_Ruju

 

 

 

un grande saluto

con l'augurio di una notte serena....

ciao

 

 

Mar. 4
Rosaspina .wrote:
Grazie
passa da me c'è un pensiero per te
Mar. 3
Marina .wrote:
ho letto la poesia da rosaspina
bravo re
baci
marina
Feb. 23
Nullawrote:

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Feb. 7
February 13

FINE DELLA TRASMISSIONE

 
Su questo spazio si chiude il sipario
non si può accettare che qualcuno segua i miei passi inseguendo commenti
 inseriti in altri spazi per indagare sui miei pensieri e sulla mia vita.
 
E' stato bello vivere questa avventura insieme a tanti amici
 ma quando oltre agli amici virtuali
si insriscono anche quelli reali
divente impossibile matenere quell'anonimato che ti permette
la libera espressione.
Rimgrazio e saluto quanti
mi hanno accompagnato in questa avventura,
coloro che hanno apprezzato i miei scritti,
coloro che li hanno criticato,
coloro che hanno dato e ricevuto qualcosa.
Appena copio i miei interventi il blog sarà  cancellato.
   A tutti il caro e affettuoso saluto
 con l'augurio di un felice prosieguo.
 
Ermanno
 
February 04

04.02.1962 - QUARANTASEI ANNI DOPO

Il quattro febbraio del lontano 1962 alle ore 01,50 della notte, dopo una lunga malattia, moriva mia sorella minore Rosella. Aveva sei anni e otto mesi ed io dodici. Ancora a distanza di 46 anni ricordi ogni particolare di quell’evento che lasciarono, nella mia vita, feritemi mai rimarginate che ancora sanguinano e che continueranno a farlo fino alla fine dei miei giorni. Il giorno prima i medici dell’Ospedale Bambini di Palermo consigliarono di riportarla a casa perché loro non potevano fare più nulla. Dissero che avesse superato la mezzanotte forse ce l’avrebbe fatta. Fu una bugia detta ad una madre addolorata mentre la donna dal manto nero già aspettava al suo capezzale in attesa di prendersi il suo ultimo respiro.

Quella sera mi mandarono a dormire da dei parenti. Andai via con il rantolo nelle orecchie era il respiro di mia sorella, nella cui gola gorgogliava un cucchiaino di acqua che non aveva inghiottito.

L’indomani, mentre mi portavano a casa non mi dissero nulla, io chiesi come stava e mio zio mi rispose “come ieri sera”.

 

Arrivato a casa percorsi il lungo corridoio che portava alla camera da letto dei miei genitori, lo spettacolo che mi apparve mi perseguita ancora. Il letto matrimoniale era stato smontato, al centro della stanza, un lettino, al capezzale del letto i miei genitori, mio fratello  e mia sorella entrambi più grandi di me. Tutto intorno alla stanza parenti e amici in silenzio, nel lettino, vestita di bianco mia sorella…

Cosa provai in quel momento non trovo parole per descriverlo, non le ho trovate mai ricordo solo il terrore di quella visione che è costantemente davanti ai miei occhi.

Dopo quel pianto i miei occhi non furono più capaci di versare una lacrima.

La visione del mondo e della vita cambiò, la mia vita cambiò.

La mia famiglia era composta da sette persone , mia nonna, mio padre e mia madre, ed in ordine di “apparizione” mio fratello mia sorella io e la piccola. Quando si usciva si stava in coppia mia madre con mio padre, mio fratello con mia sorella ed io, mano nella mano con Rosella.

Avevo concettualizzato la vita e il mio mondo come una fila di libri in uno scaffale in ordine di grandezza, peso e ruolo. Così come in uno scaffale i libri si appoggino al precedente per reggere il peso di tutta la fila sentivo il peso di tutti ma per mia fortuna avevo la piccola che reggeva me. Dopo la sua morte la visione cambiò, nessuno reggeva me che portavo il peso di tutti gli altri. Al posto del piccolo libro che mi sosteneva comparve un burrone talmente profondo che non riuscivo a vederne la fine. Il terrore di caderci dentro e di trascinare con me tutta la fila di libri mi ha tormentato tutta la vita, una visione che non mi ha mai lasciato e che mi tormenta ancora. Da allora spesso, quando vado a letto, una strana sensazione mi invade, sento la presenza di colei che aspetta di prendersi anche il mio ultimo respiro e che tante volte le avrei dato volentieri.

Avevo concettualizzato la vita e il mio mondo come una fila di libri in uno scaffale in ordine di grandezza, peso e ruolo. Così come in uno scaffale i libri si appoggino al precedente per reggere il peso di tutta la fila sentivo il peso di tutti ma per mia fortuna avevo la piccola che reggeva me.

Dopo la sua morte la visione cambiò, nessuno reggeva me che portavo il peso di tutti gli altri. Al posto del piccolo libro che mi sosteneva comparve un burrone talmente profondo che non riuscivo  a vederne la fine. Il terrore di caderci dentro e di trascinare con me tutta la fila di libri mi ha tormentato tutta la vita, una visione che non mi ha mai lasciato e che mi tormenta ancora.

 Da allora spesso, quando vado a letto, una strana sensazione mi invade, sento la presenza di colei che aspetta di prendersi anche il mio ultimo respiro e che tante volte le avrei dato volentieri.

 

 

February 01

CARNALIVARI (CARNEVALLE)

Dalla Silloge
 "ANNACANNU PINSERA"
(DONDOLANDO PENSIERI)
DI ERMANNO MIRABELLO
 EDIZIONE "ZANE EDITRICE"
 
La poesia è protetta da diritti d'autore e la sua pubblicazione 
è soggettta ad autorizzazione
 
La rappresentazione grafica, così come le altre presenti nella silloge,
 è opera del pittore Renato Pettinato di Agira (EN) 
 suoi  i relativi diritti d'autore
  
  

La traduzione in lingua non rende giustizia

alla originale versione in vernacolo Siciliano

 

CARNALIVARI

 

 

Vistutu di na mascara

di omu cumuni

caminu n’menzu a la genti

cunmfusu taliu

na sfilata di carnalivari.

Lu riccu vistutu di poviru

lu poviru vistutu di riccu

genti truccati

fa festa e abballa

la farsità cu lu tradimentu

la gilusia cu la ‘mmiria

la tristizza cu lu chiantu

trummittiannu scaccania.

Un minnicanti,

ogni ghiornu vistutu di carnalivari

dumanna la carità

li pittiddi ca all’aria sfaiddanu

disignanu tutti li so disii,

cadennu...

ci inchinu li manu.

                             E.M.

 

CARNEVALE

 

 

Vestito di una maschera

di uomo comune

cammino tra la gente

confuso guardo

una sfilata di carnevale

il ricco vestito di povero

il povero vestito di ricco

gente truccata

fa festa e balla

la falsità col tradimento

la gelosia con l’invidia

la tristezza col pianto

strombettando mi ride in faccia

Un mendicante

ogni giorno vestito di carnevale

domanda la carità

i coriandoli che in aria sfavillano

disegnano tutti i suoi desideri

cadendo...

gli riempiono le mani.

                                  E.M.

January 28

METRICA, VERSO LIBERO, CON LA RIMA O SENZA?

Prima di inserire questo intervento ho riflettuto molto e sono stato combattuto sul farlo oppure soprassedere.

Tempo fa ebbi a scrivere  le mie personali considerazioni su un tema che divida  tanti poeti: la rima e la metrica nelle poesie.

La risposta che ne ricevetti fu che la poesie a verso libero  è prosa, che si va a capo a caso, che una casa non si costruisce buttando a casaccio i mattoni.

 Grandi poeti, famosi e tradotti in tutto il mondo, di cui io non mi sogno minimamente di fare parte, (Ungaretti, Quasimodo, Federico Garcia Lorca, Ignazio Buttitta, chi ne ha più ne metta) e tanti altri hanno forse buttato parole al vento?

Premesso che rispetto tutti gli stili di poesie e le scelte di ogni poeta ecco le mie considerazioni:

La rima costringe ad usare parole “obbligate” e magari un’altra che non fa rima renderebbe meglio ciò che si vuole scrivere, la metrica ti obbliga ad allungare o accorciare il verso, così nel verso vengono inseriti articoli, preposizioni, accrescitivi o diminuitivi per fare tornare i conti.

Ma se la poesia diventa un calcolo matematico dove va a  finire l’ispirazione, quel momento magico che proviene dal profondo dell’animo che ti detta le parole, che ti suggerisce quelle metafore senza le quali non c’è poesia.

Se le mie non sono poesie perché alcune sono state tradotte in inglese, perché sono arrivate anche in Australia, perché sono state pubblicare in riviste italiane ed estere? Perché ho avuto riconoscimenti in numerosi concorsi letterari classificandomi quasi sempre in vetta alla graduatoria, perché un direttore d’orchestra, Alberto Maniaci, si è scomodato a musicare una mia poesia per pianoforte, flauto e voce soprana, Perché nel 1977 ho ricevuto una medaglia dall’allora Presidente della Regione Sicilia, perchè "l’Accademia Nazionale di Lettere Scienze ed Arte Ruggero II di Sicilia” nel 2002 mi ha conferito il titolo di Accademico, premiato con medaglia in oro? Quanti perché!!! Basta leggere il mio curriculum anche se non aggiornato agli ultimi anni, o cercare il mio nome su internet per farsi un’idea di chi è Ermanno Mirabello.

La mia voleva essere una considerazione generale ed invece è sfociata sul personale. Mi perdonerete lo sfogo.

 A chi dice che non c’è poesia senza metrica lancio una sfida:

Io riscrivo una sua poesia a verso libero e lui e/o lei riscrive una mia poesia in metrica, Magari poi le pubblichiamo in un altro intervento

In conclusione a questo lungo intervento ritengo sia giusto che ogni poeta  ha la libertà di scrivere come ritirne opportuno,  in rima o senza ,  verso libero o in metrica purchè ci sia vera poesia scaturita dal profondo dell’anima. Nessuon ha il diritto  di ergersi a giudice e pretendere che il prorpio stile sia quello giusto.

Per quanto mi riguarda  l’uso del pallottoliere l'ho lasciato alle elementari.

January 26

I CANNOLI DI TOTO' VASA VASA

 

TOTO' VASA VASA

La ricotta di pecora sarà stata anche fresca ma quei dolci

che profumavano di cannella gli hanno fatto veramente male. Più dell'inchiesta per mafia.

Più dei cinque anni di condanna per favoreggiamento. 

Più delle coltellate alle spalle tirate dai suoi amici di Forza Italia.

Sembravano buoni, cremosi, avevano una cialda croccante.

In realtà erano avvelenati.

Il sonno l'ha perso già.

La foto di Totò con i cannoli ha fatto il giro del mondo.

A Palermo, il giorno prima, l'avevano difeso e perdonato (quasi) tutti per i cinque anni di reclusione.

A Palermo, il giorno dopo, l'hanno attaccato (quasi) tutti

per la guantiera di dolci esibita pomposamente ai reporter e alle telecamere.

Del governatore imputato è rimasta soltanto quell'immagine e quel ricordo:

condannato e festoso,

interdetto dai pubblici uffici e goloso

 

Chi osa dire che Totò cuffaro è un mafioso?!?!?!

Totò cuffaro,

colui che dichiara va che la mafia fa schifo

ha avuto il coraggio di festeggiare la sua condanna

a cinque anni per avere favorito personaggi mafiosi.

 

Totò Cuffaro 

nella sua campagna eletorale dichiara con manifesti che la mafia non esite

poi, in uno dei suoi tanti manifesti pubblicitari asserisce che la mafia fa schifo.

Allora esiste o no?????

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cugg

 
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