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SICILIA TERRA MIAuno spazio dedicato a chi ama la poesia. Tutte le immagini sono state prelevate in rete ed apparentemente di pubblico dominio. Chi riconosce un'immagine di sua proprietà non esiti a contattarmi per rimuoverla |
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La me vita fu comu na cannila di quannu s'addumò sculau chiantu pi tuttu lu tempu e s'astutò cu l'urtima lacrima. ----- TRADUZIONE: La mia vita fu come una candela da quando si accese colò pianto per tutto il tempo e si spense con l'ultima lacrima
questo è ciò che ho sempre desiderato venisse scritto sulla mia ultima dimora, spero che qualcuno se ne ricordi
13 février FINE DELLA TRASMISSIONESu questo spazio si chiude il sipario
non si può accettare che qualcuno segua i miei passi inseguendo commenti
inseriti in altri spazi per indagare sui miei pensieri e sulla mia vita.
E' stato bello vivere questa avventura insieme a tanti amici
ma quando oltre agli amici virtuali
si insriscono anche quelli reali
divente impossibile matenere quell'anonimato che ti permette
la libera espressione.
Rimgrazio e saluto quanti
mi hanno accompagnato in questa avventura,
coloro che hanno apprezzato i miei scritti,
coloro che li hanno criticato,
coloro che hanno dato e ricevuto qualcosa.
Appena copio i miei interventi il blog sarà cancellato.
A tutti il caro e affettuoso saluto
con l'augurio di un felice prosieguo.
Ermanno
4 février 04.02.1962 - QUARANTASEI ANNI DOPO
Quella sera mi mandarono a dormire da dei parenti. Andai via con il rantolo nelle orecchie era il respiro di mia sorella, nella cui gola gorgogliava un cucchiaino di acqua che non aveva inghiottito. L’indomani, mentre mi portavano a casa non mi dissero nulla, io chiesi come stava e mio zio mi rispose “come ieri sera”.
Arrivato a casa percorsi il lungo corridoio che portava alla camera da letto dei miei genitori, lo spettacolo che mi apparve mi perseguita ancora. Il letto matrimoniale era stato smontato, al centro della stanza, un lettino, al capezzale del letto i miei genitori, mio fratello e mia sorella entrambi più grandi di me. Tutto intorno alla stanza parenti e amici in silenzio, nel lettino, vestita di bianco mia sorella…
Cosa provai in quel momento non trovo parole per descriverlo, non le ho trovate mai ricordo solo il terrore di quella visione che è costantemente davanti ai miei occhi.
Dopo quel pianto i miei occhi non furono più capaci di versare una lacrima.
La visione del mondo e della vita cambiò, la mia vita cambiò.
La mia famiglia era composta da sette persone , mia nonna, mio padre e mia madre, ed in ordine di “apparizione” mio fratello mia sorella io e la piccola. Quando si usciva si stava in coppia mia madre con mio padre, mio fratello con mia sorella ed io, mano nella mano con Rosella.
Avevo concettualizzato la vita e il mio mondo come una fila di libri in uno scaffale in ordine di grandezza, peso e ruolo. Così come in uno scaffale i libri si appoggino al precedente per reggere il peso di tutta la fila sentivo il peso di tutti ma per mia fortuna avevo la piccola che reggeva me.
Dopo la sua morte la visione cambiò, nessuno reggeva me che portavo il peso di tutti gli altri. Al posto del piccolo libro che mi sosteneva comparve un burrone talmente profondo che non riuscivo a vederne la fine. Il terrore di caderci dentro e di trascinare con me tutta la fila di libri mi ha tormentato tutta la vita, una visione che non mi ha mai lasciato e che mi tormenta ancora.
Da allora spesso, quando vado a letto, una strana sensazione mi invade, sento la presenza di colei che aspetta di prendersi anche il mio ultimo respiro e che tante volte le avrei dato volentieri.
1 février CARNALIVARI (CARNEVALLE)Dalla Silloge
"ANNACANNU PINSERA"
(DONDOLANDO PENSIERI)
DI ERMANNO MIRABELLO
EDIZIONE "ZANE EDITRICE"
La poesia è protetta da diritti d'autore e la sua pubblicazione
è soggettta ad autorizzazione
La rappresentazione grafica, così come le altre presenti nella silloge,
è opera del pittore Renato Pettinato di Agira (EN)
suoi i relativi diritti d'autore
La traduzione in lingua non rende giustizia alla originale versione in vernacolo Siciliano
28 janvier METRICA, VERSO LIBERO, CON LA RIMA O SENZA?Prima di inserire questo intervento ho riflettuto molto e sono stato combattuto sul farlo oppure soprassedere. Tempo fa ebbi a scrivere le mie personali considerazioni su un tema che divida tanti poeti: la rima e la metrica nelle poesie. La risposta che ne ricevetti fu che la poesie a verso libero è prosa, che si va a capo a caso, che una casa non si costruisce buttando a casaccio i mattoni. Grandi poeti, famosi e tradotti in tutto il mondo, di cui io non mi sogno minimamente di fare parte, (Ungaretti, Quasimodo, Federico Garcia Lorca, Ignazio Buttitta, chi ne ha più ne metta) e tanti altri hanno forse buttato parole al vento? Premesso che rispetto tutti gli stili di poesie e le scelte di ogni poeta ecco le mie considerazioni: La rima costringe ad usare parole “obbligate” e magari un’altra che non fa rima renderebbe meglio ciò che si vuole scrivere, la metrica ti obbliga ad allungare o accorciare il verso, così nel verso vengono inseriti articoli, preposizioni, accrescitivi o diminuitivi per fare tornare i conti. Ma se la poesia diventa un calcolo matematico dove va a finire l’ispirazione, quel momento magico che proviene dal profondo dell’animo che ti detta le parole, che ti suggerisce quelle metafore senza le quali non c’è poesia. Se le mie non sono poesie perché alcune sono state tradotte in inglese, perché sono arrivate anche in Australia, perché sono state pubblicare in riviste italiane ed estere? Perché ho avuto riconoscimenti in numerosi concorsi letterari classificandomi quasi sempre in vetta alla graduatoria, perché un direttore d’orchestra, Alberto Maniaci, si è scomodato a musicare una mia poesia per pianoforte, flauto e voce soprana, Perché nel 1977 ho ricevuto una medaglia dall’allora Presidente della Regione Sicilia, perchè "l’Accademia Nazionale di Lettere Scienze ed Arte Ruggero II di Sicilia” nel 2002 mi ha conferito il titolo di Accademico, premiato con medaglia in oro? Quanti perché!!! Basta leggere il mio curriculum anche se non aggiornato agli ultimi anni, o cercare il mio nome su internet per farsi un’idea di chi è Ermanno Mirabello. La mia voleva essere una considerazione generale ed invece è sfociata sul personale. Mi perdonerete lo sfogo. A chi dice che non c’è poesia senza metrica lancio una sfida: Io riscrivo una sua poesia a verso libero e lui e/o lei riscrive una mia poesia in metrica, Magari poi le pubblichiamo in un altro intervento In conclusione a questo lungo intervento ritengo sia giusto che ogni poeta ha la libertà di scrivere come ritirne opportuno, in rima o senza , verso libero o in metrica purchè ci sia vera poesia scaturita dal profondo dell’anima. Nessuon ha il diritto di ergersi a giudice e pretendere che il prorpio stile sia quello giusto. Per quanto mi riguarda l’uso del pallottoliere l'ho lasciato alle elementari. LASCIA UN COMMENTO
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